Renaissance: Carpaccio e Bill Viola allo Spazio Vuitton

Bill Viola Emergence

Due artisti separati da 500 anni di storia ma che si pongono la stessa domanda sul significato di vita e morte; media artistici diversi, la pittura ad olio e i video per toccare un tema fondamentale dell’esistenza umana.

L’occasione per questa installazione allo spazio culturale Louis Vuitton è stato la nuova attribuzione di due dipinti a Carpaccio: la Pietà (ca. 1490), di cui la Maison ha generosamente sostenuto il restauro, e una Madonna con Bambino (ca. 1487-88).

Se nel caso della Madonna col Bambino si è ritrovata la firma dell’artista sotto uno strato di vernice che la rendeva illeggibile, nel caso della Pietà si è fatta un’indagine comparativa con altre tavole autografe del pittore.

Due anni separano le due tavole, Carpaccio non aveva nemmeno 25 anni quando le portò a termine.

Carpaccio Madonna

Nella Madonna col Bambino Carpaccio si rifà al modello delle Madonne di Giovanni Bellini, allora indiscusso produttore di immagini sacre a Venezia di cui aveva rinnovato il canone rappresentativo, ma ne semplifica i volumi, schiarisce i colori, e la luce che avvolge madre e figlio non è solenne o mistica, ma radiosa luce veneta.

Carpaccio Pietà

Nella Pietà, la cui monumentalità s’ispira ai modelli in legno e in terracotta di provenienza nordica e allora diffuse nel Veneto, colpisce il gesto della mano di Maria, al centro del dipinto, volta verso l’alto. All’orizzontalità del corpo del Cristo, ripetuta dall’andamento del paesaggio e dalle rocce sulla destra, la mano di Maria oppone un dinamismo verticale che unisce la mano del Figlio caduta sul terreno e ne prefigura l’Ascensione.

I due curatori, Adrien Goety e Hervé Mikaeloff, alla spiritualità rinascimentale hanno accostato due opere di Bill Viola, Eternal Return (2000) e Emergence (2002).

Per l’artista americano, attratto dalla mistica religiosa fin dai tempi del college e dalla pittura rinascimentale italiana, il flusso eterno di vita e morte è uno dei temi più presenti nella sua opera. L’esperienza che più lo ha segnato, racconta in un’intervista, è stato il funerale della madre, dove i gesti dei presenti, le loro emozioni e le loro espressioni mescolandosi alla commemorazione funebre gli si sono presentati con la forza del mistero della transizione tra vita e morte.

Eternal Return

In Eternal Return il video del tuffo di un uomo in acqua è presentato al contrario: l’acqua antico simbolo di dissoluzione delle forme e di morte, e al contempo, con il suo richiamo al liquido amniotico e al battesimo, simbolo di vita, diventa nell’opera di Viola emblema della continua rigenerazione, dove, come dice l’artista “la distanza tra nascita e morte è solo un istante nel tempo”.

In Emergence Viola si riferisce più direttamente al Rinascimento italiano ed in particolare al Cristo in Pietà di Masolino (1424, Empoli). Il tempo del dolore delle due Marie davanti alla tomba del Cristo è dilatato fino a diventare assenza, vuoto. L’emergere poi del Cristo è la consolazione tanto attesa quanto ormai insperata.

Bill Viola

Bella mostra; la sala buia all’ultimo piano del palazzo crea un’atmosfera intima che fa dialogare tra di loro le quattro opere esposte, nonostante i secoli che le separano.

Fino al 25 maggio.

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11. febbraio 2014 by contemporary venice
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