Il patrimonio culturale del nostro presente: arte e non solo

Studio di Carolina Antich

Studio di Carolina Antich

Foto di gruppo. Hanno partecipato tra gli altri Silvia Costa del Parlamento Europeo, Yolanda Valle-Neff direttrice Unesco di Venezia, Christine Breton, conservatrice del patrimonio di Marsiglia,  Pascale Reynier, assessorea alla cultura del xv e xvi arrondissement di Marsiglia, Ermina Sciacchitano del Mibac, Michela Zanon del Museo ebraico di Venezia, Daniel Thèrond, responsabile della Convezione di Faro, COE, l'ambasciatore Umberto Vattani presidente IUV, Alberto D'Alessandro COE, Kouider Metair, dell'associazione Bel Horizon di Oran, Lauso Zagato, professore di diritto internazionale a Ca' Foscari, i soci di Faro Venezia che hanno organizzato la passeggiata: Cristina Gregorin, Manuela Cattaneo della Volta, Vincenzo Casali, Prosper Wanner, Walter Fano, Adriano de Vita.

Foto di gruppo. Hanno partecipato tra gli altri Silvia Costa del Parlamento Europeo, Yolanda Valle-Neff direttrice Unesco di Venezia, Christine Breton, conservatrice del patrimonio di Marsiglia, Pascale Reynier, assessore alla cultura del XV e XVI Arrondissement di Marsiglia, Erminia Sciacchitano del Mibac, Michela Zanon del Museo ebraico di Venezia, Daniel Thèrond, responsabile della Convezione di Faro, COE, l’ambasciatore Umberto Vattani presidente IUV, Alberto D’Alessandro, COE, Kouider Metair, dell’associazione Bel Horizon di Oran, Lauso Zagato, professore di diritto internazionale a Ca’ Foscari, i soci di Faro Venezia che hanno organizzato la passeggiata: Cristina Gregorin, Manuela Cattaneo della Volta, Vincenzo Casali, Prosper Wanner, Walter Fano, Adriano de Vita.

Con la Convenzione del Consiglio d’Europa siglata a Faro nel 2005 e firmata lo scorso 27 febbraio dall’Italia, viene finalmente promosso un più ampio concetto di patrimonio culturale. Se finora con questa espressione s’intendevano i beni storico-artistici, le architetture, l’arte, i saperi immateriali come le tecniche artigianali, la musica, le tradizioni popolari, ora invece, al centro del patrimonio culturale vengono posti la persona e i valori umani.

Non può esserci bene artistico se prima non ci sono le persone. E le persone non producono arte, idee, musica, spettacoli se non hanno dei contesti adatti, luoghi in cui ritrovarsi, discutere, ispirarsi.

Tuttavia, la vita di ogni giorno, non è fatta solo di arte; ci sono tutta una serie di abitudini, di modi di fare, di stili di vita che costituiscono la nostra cultura.

Noi italiani siamo abbastanza consapevoli della nostra storia e dell’importanza dei nostri beni artistici ma manchiamo invece di conoscenze su quelle che sono le diverse realtà del presente. Presi come siamo dalla nostra vita quotidiana legata alla famiglia, al lavoro, alle amicizie, perdiamo talvolta di vista quello che fanno i nostri vicini, le persone che non frequentiamo abitualmente.

La convenzione di Faro non sottovaluta il passato, anzi!, ma ci ricorda che viviamo il presente e che in questo presente stiamo attualmente producendo cultura – intesa appunto non solo nella sua grandezza artistica ma nelle pratiche di ogni giorno.

Piazze, scuole, fabbriche, uffici, mercati sono luoghi d’incontro, di scambio di idee, di relazioni umani che fanno crescere la società. Ed è per questo, ci dice la convenzione di Faro, che questi luoghi appartengono a tutti e sono un vero patrimonio culturale.

In occasione della firma della convenzione a Venezia l’ufficio del Consiglio d’Europa con il sostegno della Regione Veneto e con la collaborazione dell’associazione Faro-Venezia ha organizzato tre giorni di appuntamenti, tra cui delle passeggiate alla scoperta di questo patrimonio del presente.

La prima di queste passeggiate è stata dedicata alla produzione di arte contemporanea a Venezia.

Abbiamo cominciato con la visita dell’Accademia di Belle Arti, prima accompagnati da uno studente e poi dal direttore Luigino Rossi. Impossibile non cogliere l’effervescenza dell’ambiente; ci siamo persi tra quadri, bozzetti, laboratori, gruppi di studenti e la parole interessantissime del direttore.

Accademia di Belle Arti

Accademia di Belle Arti

Accademia di Belle Arti

Accademia di Belle Arti

Poi, sull’isola della Giudecca, dopo aver visitato la “casa dei tre oci”, un tempo residenza di artisti oggi galleria dedicata alla fotografia della Fondazione Venezia, siamo andati alla galleria Nuova Icona. Abbiamo appreso di un’avventurosa storia ventennale durante la quale sono passati di qua artisti veneziani e internazionali che hanno dialogato tra di loro. Molti sono stati lanciati da questa galleria e hanno poi partecipato alle Biennali o ad altre importante mostre. La galleria non è un classico white cube (che diciamo la verità, è ormai un’idea un po’ superata), ma una casa privata. Il grande successo di questa impresa è stata il frutto di un singolo che ha saputo coinvolgere nella sua visione molte persone.

Galleria Nuova Icona, in una casa privata alla Giudecca

Galleria Nuova Icona, in una casa privata alla Giudecca

 

Siamo poi andati nel cosiddetto ‘giardino degli artisti’, le ex birrerie Dreher della Giudecca, il cui proprietario ha deciso, con un atto di mecenatisimo, di trasformarle in atelier da affitttare agli artisti che vivono e producono a Venezia.

Studio di Carolina Antich.

Studio di Carolina Antich.

VENEZIA

Studio di Stefano Grespi

La passeggiata è terminata allo Spazio Punch, che due giovani artisti, Lucia Veronesi e Augusto Maurandi, utilizzano per organizzare delle mostre davvero di ‘nicchia’, legate non solo al mondo delle arti visive ma anche a quello della musica elettronica e soprattutto dell’editoria di arte, architettura a design.

Molti degli ospiti erano impreparati a scoprire una realtà così ricca, fatta di persone che con passione, e nonostante le molte difficoltà che Venezia come città turistica pone, operano nell’arte.

Per fortuna a Venezia c’è un’importante istituzione come la Bevilacqua La Masa che sostiene e promuove giovani artisti. Certo ci piacerebbe che anche La Biennale, così straordinariamente ben organizzata, contribuisse a fare di Venezia non solo una città vetrina per altri artisti ma che promuovesse anche le attività che qui si portano avanti, quel patrimonio culturale di cui è fatta la nostra città.

Passeggiata organizzata da Cristina Gregorin e Vincenzo Casali. Grazie per la partecipazione a Luigino Rossi, Silvia Carrer, Vittorio Urbani, Lucia Veronesi, Carolina Antich, Stefano Grespi.

Grazie a Walter Fano per le fotografie.

Da sinistra: l'europarlamentare Silvia Costa, l'artista veneziano Stefano Grespi, l'ambasciatore Umberto Vattani, direttore della Venice International University.

Da sinistra: l’europarlamentare Silvia Costa, l’artista veneziano Stefano Grespi, l’ambasciatore Umberto Vattani, direttore della Venice International University.

Cortile dell'Accademia di Belle Arti

Cortile dell’Accademia di Belle Arti

VENEZIA

Il convegno del COE sulla convenzione di Faro e sul valore per l’eredità culturale per la società.

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04. marzo 2013 by contemporary venice
Categories: Arte, luoghi dell'arte, sugli artisti che operano a Venezia | Tags: , , , , , , , , | Leave a comment