Flavio Favelli: Univers, negozio metafisico

In fondo a via Garibaldi, tra Arsenale e Giardini, dove in questi giorni di vernice stampa della Biennale si accalcano migliaia di persone, c’è un negozio che passa inosservato e che invece è un’installazione di Flavio Favelli, uno dei maggiori artisti italiani.

Nell’epoca in cui le vetrine devono festosamente comunicare i propri prodotti, questo negozio dichiara un riserbo passato di moda. Pochi gli oggetti esposti e non immediatamente riconoscibili: bottigliette che contengono una moneta e lattine schiacciate – sono opere di Favelli (su cui bisognerebbe scrivere un blog a parte).

Entrando, per prima cosa vedo sei sedie di legno bianco, messe in cerchio come una raggiera, che creano uno punto luminoso nell’ambiente altrimenti piuttosto scuro. Segue, sul lato destro del negozio, un lungo banco vendita e di fronte una panca di legno, simile a un banco di chiesa. L’ambiente è composto da parti di mobili antichi che evocano uno spazio solenne e mi ricordano gli interni di case borghesi e severe della prima metà del Novecento, ma più di tutto, l’interno di una chiesa.

Mi sento in un ambiente che non s’identifica con un tempo storico o con un luogo riconoscibili. Ho un’irresistibile sensazione di già visto e già sentito ma che rimane vaga. E’ come se mi trovassi davanti a brandelli di una realtà lontana che non fa parte del mio quotidiano e che pure conosco; lo stesso nome del negozio, “univers” è solo un frammento che di per sé non ha più il significato che aveva quando l’insegna completa era ‘hotel università’. E’ come se qui fosse possibile avvertire qualcosa del passato, ma solo attraverso attinenze e assonanze.

L’impressione di trovarmi in uno spazio già visto ma che ormai non c’è più, non ha niente a che fare con la ricostruzione di un antico negozio. I commessi, due signori non più giovani vestiti in giacca e cravatta, mi chiedono gentilmente che cosa desidero. E’ possibile acquistare un’opera di Favelli, una bottiglietta o una lattina, al prezzo di 20 € all’una. Ma posso acquistarne solo una per sorte, non è prevista una vendita multipla, né posso scegliere quale lattina o quale bottiglietta; devo prendere quello che mi danno i commessi. La partecipazione all’opera prevede di accettare le sue regole e mentre compro la mie due opere di Favelli ne faccio parte anch’io.

Mi viene quasi da trattenere il fiato. Univers, negozio metafisico mi fa percepire un modo di vivere antico, dimenticato eppure ancora presente nella mia memoria. Come se avessi travalicato, per un momento, un confine temporale, fisico, antropologico. Poi esco nella calca e torno nel mio tempo.

Univers, negozio metafisico. Supportato da Nuova Icona.

Fino al 14 maggio. Ore 10-22

Share

12. maggio 2017 by contemporary venice
Categories: Allgemein, Arte, Mostre temporanee | Tags: , , , , , , | Commenti disabilitati su Flavio Favelli: Univers, negozio metafisico