Elisabetta di Maggio: DIS-NASCERE

Elisabetta di Maggio

Prendetevi del tempo per vedere la mostra di Elisabetta di Maggio; carte veline tagliate con il bisturi ricoprono le pareti di un’intera stanza; tagli delicati come trafori trasformano foglie di loto o di edera in fiori; città incise sul sapone di Marsiglia; migliaia di spilli da entomologo a segnare i voli delle farfalle.

Quello che colpisce di queste opere è il tempo del lavoro stesso; i tagli fatti a mano con il bisturi, sottilissimi, microscopici, quasi fossero un merletto, di tempo per l’esecuzione ne richiedono tanto, e per essere guardati e capiti hanno bisogno anche del nostro tempo di osservatori, un tempo che ci si deve prendere per poi perdersi nei loro meandri, in un labirinto di segni che perforano la superficie.

L’altro è il tempo o meglio la temporaneità dell’oggetto; le città incise sul sapone, disposte come in un domino, quasi fossero sempre pronte a riformularsi, o a sciogliersi alla prima goccia d’acqua. Oppure le foglie essiccate, il cui materiale già fragile viene reso ancora più sottile, più precario, dall’intaglio.

E poi c’è il tempo dell’immaginazione, della riflessione. Gli oggetti del quotidiano – dalla tappezzeria alle piante, dalle farfalle alle nostre città – vengono raschiati, scarniti, ridotti a degli scheletri e la poesia del taglio delicato dell’artista sembra quasi prostrarsi davanti a questo processo di sottrazione, di riduzione della vita all’osso.

Una transitorietà della vita inevitabile, un suo ritorno ad un momento precedente – una dis-nascita – una provvisorietà contro la quale si può opporre solo la bellezza del momento, il tempo del lavoro.

Mi piace pensare che l’artista, nata a Milano ma residente a Venezia, abbia trovato in questa città, dai tempi a volta ancora antichi, dalla bellezza consunta, ridotta al sogno di quella che è stata, un luogo di riflessione.

Elisabetta di Maggio: DIS-NASCERE
Fondazione Bevilacqua La Masa
Palazzetto Tito
San Barnaba – Venezia
9 ottobre – 9 dicembre 2012
mercoledì – venerdì 10.30-17.30

Elisabetta di Maggio 2

Traiettorie di volo di farfalle, spilla da entomologo e acetato su base di plastozote, 2012

Elisabetta di Maggio 3

Foglia di loto stabilizzata e tagliata a mano con bisturi.

Elisabetta di Maggio 4

Edera, Hedera Helix stabilizzata, tagliata a mano con bisturi, 2011

Elisabetta di Maggio 5

Kasbah di Algeri, sapone di Marsiglia tagliato a mano con bisturi, 2008

Elisabetta di Maggio 6

Elisabetta di Maggio

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10. ottobre 2012 by contemporary venice
Categories: Arte, Mostre temporanee, sugli artisti che operano a Venezia | Tags: | Leave a comment