Biennale Architettura 2012: prime impressioni


40,000 Hours; Modelli creati da studenti di un gruppo internazionale di scuole di architettura, senza didascalie che li accompagnano. L’installazione mette in luce come la costruzione del modello, in questo caso di cartone bianco, sia fondamentale nello sviluppo del linguaggio architettonico, al di là della collocazione geografica della scuola. Il titolo, 40.000 ore, si riferisce al tempo che è stato necessario a costruire i modelli.

 

“Common Ground”, il titolo della mostra curata da David Chipperfield, si riferisce a quelle “idee comuni e condivise”, cioè a quell’insieme di progetti, bisogni e desideri che nella crescita delle nostre città coinvolgono non solo gli architetti, ma anche i cittadini.

Chipperfield ha invitato i colleghi ad andare oltre l’aspetto più individuale del loro lavoro e a presentare quello che invece li unisce; contaminazioni reciproche, confronto con le mutanti condizioni ambientali, con le risorse naturali, con le esigenze delle comunità.

Ad una prima impressione, se in molti casi per Common Ground s’intende la qualificazione urbana degli spazi per una sempre migliore interazione/integrazione delle comunità, è anche vero che a volte l’interpretazione viene fatta a maglie larghe e il terreno comune diventa quello tra presente e passato, o il dialogo tra un architetto e i grandi predecessori che lo hanno ispirato.

Ancora difficile da definire e mobile nel suo evolversi, il tema di “Common Ground” dimostra quanto sia necessario continuare il dibattito, che certo non è nuovo, coinvolgendo architetti, urbanisti, amministratori e soprattutto i cittadini nella costruzione di un discorso sullo sviluppo delle nostre città.

Proprio Venezia, sempre in bilico tra tradizione e futuro, tra un’industria turistica che consuma gli spazi pubblici e i desideri della comunità che la abita e con un sistema ambientale fragile, diventa occasione di un confronto di esperienze locali e internazionali con una serie di conversazioni il cui calendario si troverà qui: www.weareherevenice.org
Gli incontri sono organizzati da Jane da Mosto e Michela Scibilia per conto dei committenti, i cittadini veneziani.

Il primo incontro si svolgerà il 29 agosto dalle 13.30 alle 15.30 al Padiglione Centrale dei Giardini.

XIII Biennale Architettura 2012
Common Ground
29 agosto – 25 novembre 2012
Orario 10-18, chiusa il lunedi (esclusi il 3 settembre e il 19 novembre).
www.labiennale.org

The Piranesi Variations, Eisenman Architects; Rivisitazione e re-immaginazione della raccolta di incisioni di Piranesi Campo Marzio dell’Antica Roma del 1762. Attraverso disegni, diagrammi e modelli emergono le conseguenze politiche, sociali e filosofiche del rapporto con il suolo e i suoi mutamenti storici.

Public Works: Architecture by Civil Servants, OMA; l’installazione propone una serie di progetti di architettura pubblica, realizzati in cinque Paesi (Francia, Italia, Germania, Olanda, Germania) negli anni ’50 e ’60.
Opere di funzionari sconosciuti al pubblico che si sono invece impegnati nella riqualificazione degli spazi comuni.

Architecture Magazines, Steve Parnell; Installazione di riviste specialistiche di architettura che documenta il ruolo della stampa come luogo di produzione per la cultura architettonica.

Olafur Eliasson: Riflessione sul ruolo della luce nella società e sulle diseguaglianze a livello globale nell’accesso ad una risorsa naturale fondamentale per la qualità della vita.

Meeting Lines, Jean Nouvel e Mia Hägg, Progetto per la città di Stoccolma di una riqualificazione del collegramento tra il quartiere storico di Gamla Stan all’isola principale a sud, Södermalm; i ponti e le strade vengono arricchiti di nuovi passaggi e spazi verdi a favore dei pedoni. Il progetto non è stato approvato.
Sullo sfondo: Jean Nouvel durante un’intervista.

Hongkong and Shanghai Bank HQ, Hong Kong 1986, Norman Foster; uno dei primi schizzi per la banca progettata da Norman Foster, che già nel 1985 concepiva una struttura rialzata in modo da garantire il flusso pedonale, lo spazio pubblico, sotto la struttura.

Leone d’oro molto contestato allo studio di architettura sociale Urban Think Tank che ha presentato una ricerca sull’occupazione abusiva di un grattacielo nel centro di Caracas mai completato e destinato a rimanere una rovina. Mentre la giuria ha visto in questo gesto una forza popolare che si riappropria di spazi morti, il governo del Venezuela e molti architetti di spicco hanno criticato il premio come una sorta di giustificazione della criminalità e dell’illegalità dell’occupazione. Nella foto: la caffetteria all’Arsenale che si ispira agli spazi occupati.

Padiglione spagnolo: Sette team di architetti che si confrontano con l’innovazione estetica e scientifica.

Padiglione russo: Progetto di rinnovamento architettonico e urbanistico del centro di Skolkovo, importante città russa per la ricerca scientifica.
Fotografie, video e modellini tridimensionali vengono presentati attvarso i codici QR. All’ingresso viene consegnato un dispositivo per visualizzarli.

Padiglione giapponese, Home for all: riflessioni, progetti e modelli per una ricostruzione della città di Rikuzentaka distrutta dallo Tsunami del 2011. I modelli auspicano un riutilizzo delle migliaia di pini distrutti dallo Tsunami, che diventano così il legame simbolico tra la città di un tempo e quella che verrà costruita.

Hans Kollhoff, i suoi modelli documentano la ricerca di un linguaggio comune proprio della disciplina dell’architettura.

Zaha Adid, visionaria e proiettata su sperimentazioni tecniche

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27. agosto 2012 by contemporary venice
Categories: Architettura, Mostre temporanee | Tags: , , , | Leave a comment

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