Sigmar Polke a Palazzo Grassi

Polke, Indigo, 1986

Sigmar Polke, Indigo, 1986

Dopo le due grandi retrospettive, quella del 2013 a Grenoble e quella del 2014-15 organizzata in collaborazione dalla Tate di Londra, dal Moma di NY e dal Ludwig Museum di Colonia, anche a Venezia è finalmente possibile scoprire l’opera di Sigmar Polke (1941-2010) uno dei maggiori artisti tedeschi del dopoguerra.

La fondazione Pinault presenta una splendida mostra monografica con novanta opere che attraversano interamente l’attività pittorica dell’artista e che mette in evidenza, in particolare, la potenza del suo colore e un interesse costante per la storia e per la società contemporanea.

Continue Reading →

Share

09. giugno 2016 by contemporary venice
Categories: Allgemein, Mostre temporanee | Tags: , , , , | Commenti disabilitati su Sigmar Polke a Palazzo Grassi

Miti al femminile a Palazzo Fortuny.

Brooks Luisa Casati

Romaine Brooks, La Marchesa Luisa Casati, 1920 Foto Credit: Fondazione Musei Civici Venezia

A Palazzo Fortuny una mostra celebra quattro donne che hanno attraversato il Novecento con la loro arte, il loro modo di sentire, la loro personale visione della bellezza.
Sono due pittrici, Romaine Brooks (1877- 1970) e Ida Barbarigo (1925); una creatrice di moda e di tessuti, Henriette Nigrin (1877-1965); una fotografa, Sarah Moon (1941).

L’esposizione è percorsa da relazioni e corrispondenze che oltrepassano la semplice dicitura di una mostra sulla creatività femminile e lasciano intuire, invece, un filo conduttore che lega in modo sottile le quattro artiste.

Fortuny + Japanese

Continue Reading →

Share

10. marzo 2016 by contemporary venice
Categories: Allgemein, Mostre temporanee | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su Miti al femminile a Palazzo Fortuny.

L’albero della vita di Céleste Boursier-Mougenot

Céleste Boursier-Mougenot, rêvolutions , Pavillon Français, Biennale de Venise, mai 2015. © Photos-Laurent Lecat

La Francia è in guerra. E noi con lei. Mi chiedo però che tipo di guerra possa essere questa contro degli adolescenti ignoranti e indottrinati che non hanno misura di quello che sia la morte, che non sanno cosa voglia dire darla agli altri o morire essi stessi. Che parametri possa avere una guerra contro famiglie disposte a imbottire i loro bambini di esplosivo e farli saltare nei mercati.

Alla logica e al linguaggio della guerra e della morte, io oppongo qui il linguaggio dell’arte, e proprio quello di Céleste Boursier-Mougenot al padiglione francese della Biennale

Nel piccolo piazzale tra i padiglioni di Francia, Gran Bretagna e Germania ci sono due alberi che si muovono. Un altro è dentro al padiglione, dove è stato tolto il tetto per mantenere il più possibile lo stesso clima che c’è all’esterno.

Continue Reading →

Share

17. novembre 2015 by contemporary venice
Categories: Allgemein, Arte, Mostre temporanee | Tags: , , , , | Commenti disabilitati su L’albero della vita di Céleste Boursier-Mougenot

Biennale: il mondo allo specchio nell’età dell’ansia di Enwezor.

Adrian Piper, The Probable Trust Registry: The Rules of the Game #1–3

Nonostante la Biennale di Okwui Enwezor non sia certo facile, l’ultima settimana è affollatissima, con migliaia di visitatori in coda e a ben ragione.
Non è una mostra da perdere.

Dimenticate il rapimento estatico dell’arte, le sue potenzialità riparatrici o la possibilità di fuga dal male del mondo. E’ invece proprio al centro dei mali del mondo che Enwezor ha voluto portarci, scegliendo opere che parlano di diritti negati, di guerre, della disperazione dei migranti, di politiche predatorie, di razzismo. Nelle sale, opera dopo opera si viene rimbalzati da un dramma all’altro, in un percorso che obbliga anche i più renitenti ad una presa di coscienza dei problemi che affliggono la nostra società.

Già davanti all’ingresso del padiglione centrale ai Giardini, le bandiere nere di Oscar Murillo, cortine che si devono necessariamente oltrepassare, segnalano che si sta per entrare in un territorio pericoloso, senza più confini certi, né luoghi in cui poter trovare rifugio.

Oscar Murillo, signalling devices now in bastard territory

Continue Reading →

Share

16. novembre 2015 by contemporary venice
Categories: Arte, Mostre temporanee | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su Biennale: il mondo allo specchio nell’età dell’ansia di Enwezor.

Visioni a corto raggio: Venezia e il turismo di massa.

Foto da: Gruppo25aprile.org

Foto da: Gruppo25aprile.org

Negli ultimi mesi le discussioni sul turismo a Venezia sono un continuo ripetersi di luoghi comuni e purtroppo veri.

Ventisette milioni (stimati) di turisti all’anno sono causa di tensioni e di problemi che una piccola comunità come quella veneziana (55.000 residenti) fa fatica ad affrontare.
I vaporetti sono strapieni e i tempi di percorrenza lunghissimi perché ad ogni fermata entrano ed escono molte persone.
La città è sporca; mucchi di immondizie abbandonati di giorno e di notte attirano ratti sempre più grandi e più temerari; le calli sono ricoperte da migliaia di cicche di sigarette gettate a terra come se la città fosse un immenso posacenere.
Si cammina tra masse di turisti spesso frastornati che si fermano in mezzo alle calli e sui ponti, dimenticando che questi non sono percorsi da luna park ma luoghi di passaggio. Dimenticando che a Venezia esiste una comunità che vive, lavora, ha appuntamenti, scadenze e impegni da rispettare come nelle altre città.
Venditori abusivi di borse, di rose, di copriscarpe da pioggia, di ombrelli, di grano (nonostante sia proibito dar da mangiare ai colombi) si moltiplicano, specie nelle zone più centrali, soffocando ancora di più gli spazi già ridotti.
Guide turistiche improvvisate, che non hanno familiarità con la città, bloccano con supponenza i passaggi.
E poi ancora: motoscafisti abusivi senza assicurazione, bed & breakfast non dichiarati, intrattenitori di ogni genere pronti a vendere anche l’anima di Venezia, che portano i turisti negli ultimi luoghi di rifugio dei residenti: una corte fuori mano, un angolo dove i bambini giocano tranquilli. Ci si può scordare le panchine nei campi dove una volta facevamo quattro chiacchiere; ormai sono occupate da turisti esausti cui hanno detto che a Venezia bisogna perdersi per divertirsi. A Venezia, a quanto pare, si viene per divertirsi come se si fosse, appunto, in un grande luna park.

Continue Reading →

Share

22. ottobre 2015 by contemporary venice
Categories: Allgemein | Tags: , , , | Commenti disabilitati su Visioni a corto raggio: Venezia e il turismo di massa.

Treni volanti e altre poesie di Maurizio Pellegrin

Foto Enrico Fiorese, Courtesy of Marignana Arte

Foto Enrico Fiorese, Courtesy of Marignana Arte

Ho conosciuto Maurizio Pellegrin nella sua casa di New York, dove vive da più di vent’anni. Entrata nel soggiorno pieno di luce, sono rimasta stregata da una serie di rotaie svettanti tra pavimento e soffitto, percorse da trenini senza una meta precisa se non il loro stesso magico roteare a mezz’aria.

E’ stato amore a prima vista. In un momento, i treni volanti mi hanno scompigliato con la loro poesia, la libertà del gioco e quell’eleganza così profondamente connaturata all’arte veneziana e che un artista veneziano come Pellegrin sa dosare con disinvoltura.

Non so a quali viaggi abbia pensato Pellegrin mentre li realizzava; se siano sogni o metafore di sue vicende biografiche, se siano nati da una sua vena puramente ludica o se alludano all’insopprimibile bisogno di girovagare, ad una wanderlust anche questa molto veneziana.

Continue Reading →

Share

22. giugno 2015 by contemporary venice
Categories: Mostre temporanee, sugli artisti che operano a Venezia | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su Treni volanti e altre poesie di Maurizio Pellegrin

Biennale 2015: All the World’s Futures ai Giardini

Fabio Mauri

Meglio andare preparati a questa Biennale: la mostra All the World’s Futures curata da Okwui Enwezor, nonostante il titolo, non offre facili consolazioni, né visioni zuccherose sui nostri possibili futuri. Le opere da lui scelte ci restituiscono l’immagine di una realtà dura, contraddistinta da ingiustizia sociale e dall’impegno di chi lotta per i diritti, per i propri e per quelli di tutti.

Enwezor pone la domanda su come l’arte si sia confrontata con questa Age of Anxiety, e con quali risultati, dando spazio a diverse forme artistiche, dalla musica alla performance, dalle installazioni visive e sonore alla pittura, dalle sculture alle fotografie. Tre sono le chiavi di lettura proposte, tre modi diversi di interpretare le ansie contemporanee: il giardino del disordine come capovolgimento dell’utopia di un mondo ordinato, cui i Giardini della Biennale con i loro padiglioni nazionali hanno cercato di conformarsi; la durata epica attraverso la presenza di molte performance che si distinguono per la propria limitata temporalità; il Capitale di Marx, che non intende certo dare un orientamento politico di tipo marxista alla mostra quanto piuttosto rilevare la presenza prepotente dei capitali finanziari in ogni aspetto della nostra società.

Un altro elemento, non dichiarato esplicitamente dal curatore ma che caratterizza fortemente questa 56. Biennale, è la presenza di molti artisti africani e afro-occidentali, che spesso hanno conosciuto di persona l’odio razziale, l’emarginazione, i pregiudizi. La stessa Adrian Piper, la vincitrice del Leone d’Oro, afroamericana di pelle chiara, è stata protagonista di molte performance in cui si travestiva da afroamericano secondo gli stereotipi in voga, con la parrucca riccia e i baffi.

Continue Reading →

Share

14. giugno 2015 by contemporary venice
Categories: Allgemein, Arte, Mostre temporanee | Tags: , , , , | Commenti disabilitati su Biennale 2015: All the World’s Futures ai Giardini

“Innesti” contemporanei: la chiesa di Santa Marta. Di Vincenzo Casali

Condividiamo volentieri un articolo della rivista online Aartic Magazine con l’auspicio di creare una rete di collaborazione con tutti coloro che danno spazio e voce a chi, a Venezia, continua a guardare avanti, a produrre e a credere in una città che vive.Santa Marta2

Spazio Architettura

In architettura ed in arte, lavorare per il “contemporaneo” in Italia è molto difficile, a Venezia ancora di più. Lo sanno gli autori, i galleristi, i curatori, i tecnici, tutti coloro insomma che per varie ragioni appartengono culturalmente a questa sfera e ne condividono le esperienze.

Abbiamo leggi e regolamenti che vietano possibili esperienze di architettura che impongono di “mitigare” a prescindere dal progetto che la definirà. E’ un timore preventivo, che riflette un sentimento diffuso di paura – lo si legge negli articoli a stampa, nei media in generale, nei blog e nei social network, nella politica parlata ed in quella partecipata – che trova un immediato e trasversale consenso.

Continue Reading →

Share

22. maggio 2015 by contemporary venice
Categories: Architettura | Tags: , , , | Commenti disabilitati su “Innesti” contemporanei: la chiesa di Santa Marta. Di Vincenzo Casali

Biennale, Mose e grandi navi.

Tramonto

In un articolo su The Art Newspaper, Anna Somers Cocks richiama l’attenzione dei visitatori della Biennale sui problemi della città, in particolare su quelli legati all’innalzamento dell’acqua in laguna, alle grandi navi e al Mose. Somers Cocks invita a scrivere all’Unesco chiedendo l’intervento di un’istituzione sovranazionale al fine di creare un progetto a lungo termine per la salvaguardia di Venezia.

Che cos’hanno in comune, oltre al fatto di riguardare Venezia, la questione delle grandi navi, il Mose e la Biennale? A vederla bene, sono tutti aspetti che riguardano la modernità – intesa come sinonimo di cultura del presente – di Venezia, quella economica, politica e culturale.

Continue Reading →

Share

05. maggio 2015 by contemporary venice
Categories: Allgemein | Tags: , , , , | Commenti disabilitati su Biennale, Mose e grandi navi.

Blog e stampa su Venezia: tra catastrofi e frivolezze

E’ sorprendente la quantità di articoli giornalistici, di blog di pagine facebook dedicate a Venezia; a scadenze sempre più ravvicinate compaiono le top ten di dove mangiare, cosa vedere, dove andare quando si è in città. Decaloghi assoluti per non perdere, nelle brevissime visite, gli aspetti più ‘in’, i cosiddetti ‘must see’, e ‘must do’.

Ci sono poi numerosi articoli, di solito della carta stampata, che trattano con attenzione le questioni della laguna, dell’acqua alta, delle grandi navi, anche se il più delle volte analizzano solo il problema in sé lasciando il tema slegato dalla quotidianità di chi a Venezia ci vive ogni giorno.

Pur parlando continuamente di Venezia, la maggior parte della stampa web, con delle ottime eccezioni, restituisce un’immagine solo parziale e parcellizzata. Non che i veneziani non amino gli splendidi giardini della loro città, gli spritz in campo, la buona cucina, tanto per citare alcuni dei temi che vanno per la maggiore. Eppure tutte queste parole si risolvono in un elenco di gesti e di luoghi che messi insieme non colgono affatto la vera natura di Venezia, ben più complessa e ben più ricca.

Forse è pedante ricordarlo ancora una volta, ma Venezia è stata una grande capitale ed è tuttora uno straordinario tesoro artistico perché è stata una città abitata da cittadini che mettevano in moto le loro energie intellettuali e imprenditoriali; i veneziani erano un popolo sagace. Questa intelligenza del vivere e del progettare non è del tutto perduta; nonostante la comunità residente sia sempre più piccola e più schiacciata da un turismo pervasivo, esiste ancora una traccia dell’antica Venezia, quella culturalmente vivace e propositiva.

Esiste un’istituzione storica come l’Ateneo Veneto che quasi giornalmente propone conferenze, convegni e dibattiti che spaziano dalla cultura veneziana a presentazioni di libri e saggi sui temi eterogenei; esiste il festival letterario Incroci di Civiltà, organizzato dall’Università di Ca’ Foscari, che porta ogni anno sui palchi veneziani una trentina di scrittori internazionali.
C’è un giovanissimo centro di studi ebraici internazionali, Beit Venezia, che organizza corsi di cultura ebraica, incontri con scrittori e artisti, concerti e soprattutto promuove il dialogo interculturale.
C’è poi una rassegna dal nome curioso, il Festival dei Matti, che ogni anno offre una serie d’incontri e di spettacoli per parlare del disagio sociale e offrire uno sguardo diverso, senza pregiudizi, sull’antico e sempre presente male di vivere.
Tralascio invece la Biennale, la Peggy Guggenheim e la Fondazione Pinault, che benché meritorie, sono ormai delle ‘multinazionali’ della cultura.
Piuttosto sono da ricordare le numerosissime associazioni di cittadini che si occupano di diversi aspetti della città: dal problema dei graffiti a quello dell’ortografia corretta dei toponimi, dalle grandi navi ai progetti per il riutilizzo dell’antico Arsenale (recentemente restituito dal Demanio al Comune), dalle associazioni culturali che fanno crowfunding e offrono itinerari culturali ad altre con una natura e con degli scopi più politici.

Tutte queste iniziative veneziane per i veneziani sono costantemente ignorate dai media. E’ come se la nostra vita reale, quotidiana, fosse una specie di sottobosco conosciuto da pochi. E’ evidente che non farebbero ‘audience’, ed è pertanto una logica conseguenza dedurre che alla maggior parte dei lettori di blog su Venezia di questa Venezia reale e concreta non interessa poi molto. Ognuno cerca una propria Venezia, non necessariamente quella vera.

Esistono senza dubbio molte Venezie; una Venezia letteraria (a fairy city of my heart, la chiamò Lord Byron), una cinematografica (un’icona per tutte: Morte a Venezia di Visconti), una pittorica, che fin dai dipinti di Canaletto e Turner si è congedata dalla realtà; sono delle Venezie fittizie, immaginarie e un tantino favolose alle quali si può aggiungere la Venezia edulcorata e un po’ frivola dei blog di oggi.

Però… pensando ai molti cittadini che, nonostante l’ossessivo occhio mondano o catastrofico degli altri, si dedicano con passione a costruire spazi di confronto e di vita sociale, devo ammettere, con sollievo, che Venezia, un tantino favolosa lo è veramente.

Share

01. maggio 2015 by contemporary venice
Categories: Allgemein | Commenti disabilitati su Blog e stampa su Venezia: tra catastrofi e frivolezze

← Older posts